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Chiesa "ospedale da campo"

Messaggio per i giovani - Parrocchia San Giovanni Battista di Garbagnate Milanese, 1 febbraio 2015

Miei cari giovani,
la luce del vostro cuore rischia di spegnersi mentre il mondo è immerso nel buio più profondo con le sue false luci che, una dopo l’altra, si oscurano. Sembra che il regno delle tenebre stia dominando, ma voi non temete: il vostro futuro è rischiarato da una grande luce, una luce che dà forza, speranza e, soprattutto, amore: questa luce è Gesù!

[Giulio: mentre Maria parlava mi mostrava, in visione, l’umanità in cammino verso una grande luce che è Cristo. Tutte queste persone erano, in un modo o nell'altro, ammalate e tutte venivano curate e nutrite coi sacramenti della Chiesa che davano loro la forza per continuare a camminare verso la luce di Cristo. Maria mi diceva: “Vedi? Siete tutti ammalati, tutti soggetti alla morte a causa del peccato e tutti in cammino verso colui che può guarire: Gesù”].

Egli, miei cari figli, può dare un senso alla vostra vita e illuminare il vostro cammino. Correte incontro a lui e a lui aprite il vostro cuore, e allora la vostra mente si aprirà e sarete in grado di comprendere il senso della vita: Gesù. Lui vi aspetta nei sacramenti e nella sua Parola per dare risposta ai vostri interrogativi sul significato profondo della vita: il senso della sofferenza, il senso della morte, il senso della incomprensione e del disprezzo per la vita... Voi giovani, incontrando la luce di Cristo, collaborate con lui a ripulire e rischiarare il mondo dalle tenebre. Vi porto una sua Parola: “amate e sarete amati da me!”.

[Giulio: nella visione un soffio proveniente dall'alto ripuliva il mondo e i giovani, che hanno incontrato Gesù vengono associati a quest’azione purificatrice del soffio dello Spirito Santo].

 


 

Ci eravamo riuniti in preghiera nella chiesa San Giovanni Battista di Garbagnate. La Vergine aveva preannunciato di voler dare un messaggio per i giovani. L’apparizione è avvenuta alle 12.00 all'esterno della chiesa, nella zona verde che, uscendo dalla chiesa, si trova sulla destra. Giulio spiegò che, giunto in quel luogo, era come se Maria lo stesse aspettando; era in veste di Sposa e coi piedi scalzi.
Il testo inizia con una disincantata descrizione della condizione del mondo. Le sue false luci si stanno spegnendo una dopo l’altra, lasciando un grande vuoto di valori, ideali e sentimenti.
Il regno delle tenebre sembrerebbe trionfare anche nel cuore di tanti giovani che dovrebbero manifestare gioia ed entusiasmo per la vita, mentre, nell'intimo, sono oppressi dalle stesse tenebre che oscurano la società. Su questo oscuro sfondo esistenziale ecco la “buona notizia” che Maria rivolge loro: “Voi non temete: il vostro futuro è rischiarato da una grande luce, una luce che dà forza, speranza e, soprattutto, amore”. Segue una visione in cui Maria mostra la condizione dell’umanità dal punto di vista di Dio: una moltitudine di persone ammalate in cammino verso Cristo. Lo si potrebbe definire “l’esodo dell’umanità” che, con tutto il suo carico di affanni e malattie, procede da questo mondo di tenebra verso la luce di Cristo. Siamo tutti ammalati perché tutti feriti dal peccato e, per questa ragione, tutti destinati a morire. Ecco, però, la grandiosa novità introdotta da Gesù nella storia del mondo: questa condizione di morte non è più l’ultima parola sulla vicenda umana. Grazie al suo sacrificio, Gesù ha liberato l’umanità oppressa, aprendole le porte del suo regno eterno (Col 1,13-14). L’esito finale a cui siamo destinati non è più la morte, ma la felicità e la pienezza della vita eterna in Cristo. In questo percorso, l’umanità sofferente è sostenuta dai sacramenti che Gesù ha affidato alla sua Chiesa, affinché li dispensi agli ammalati nel corpo e nello spirito.
Così facendo la Chiesa opera in sintonia col mandato di Cristo che “convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demoni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi” (Lc 9,1-2). I sacramenti della Chiesa, non sono un premio per i virtuosi, ma l’alimento soprannaturale e la medicina spirituale che Gesù ha affidato ai suoi ministri, affinché li dispensino alle folle di bisognosi che lo seguono. Solo annunciando fedelmente la Parola di Dio ed elargendo a piene mani questi sacramenti a quanti ne hanno bisogno, la Chiesa adempie al suo ruolo di “sacramento universale di salvezza”, secondo la bella espressione del concilio Vaticano II (Lumen gentium, 48). Papa Francesco ha usato l’efficace immagine della Chiesa “ospedale da campo” nell'intervista al direttore di “Civiltà Cattolica”, padre Antonio Spadaro: «Io vedo con chiarezza che la cosa di cui la Chiesa ha più bisogno oggi è la capacità di curare le ferite e di riscaldare il cuore dei fedeli, la vicinanza, la prossimità. Io vedo la Chiesa come un “ospedale da campo” dopo una battaglia. È inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti! Si devono curare le sue ferite. Poi potremo parlare di tutto il resto. Curare le ferite, curare le ferite… E bisogna cominciare dal basso».
Anche in questo caso, riscontriamo la profonda sintonia tra queste rivelazioni particolari e le iniziative di papa Francesco.
Il messaggio di Maria ai giovani continua con l’esortazione a lasciarsi illuminare da Cristo, il solo capace di dare senso e valore alla vita. Mediante i sacramenti e l’ascolto della Parola di Dio, Gesù incontra ognuno di loro per rafforzarli e dare risposta agli interrogativi sul significato profondo della vita.
Questo cammino di incontro con Gesù, sul modello dell’esperienza di san Giovanni, il più giovane degli apostoli e il più amato dei discepoli, secondo questo messaggio, rende i giovani degli autentici collaboratori di Cristo e dello Spirito Santo nell'opera di ripulitura e illuminazione del mondo.