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13 marzo

Isidoro Bakanja

Nato tra il 1880 e il 1890 a Bokendela (Congo), nella tribù dei Boangi. Fin da ragazzo, per vivere fu costretto a lavorare come muratore o nei campi. Si convertì al cristianesimo nel 1906. Mentre lavorava alle dipendenze dei colonizzatori in una piantagione di Ikili, dal padrone gli venne proibito di cristianizzare i suoi compagni di lavoro. Il 22 aprile 1909 il sovrintendente della fattoria, dopo avergli strappato lo Scapolare del Carmine, che Isidoro portava come espressione della propria fede cristiana, lo fece fustigare duramente a sangue. In seguito alle ferite riportate in questa "punizione" per la sua fede, sopportate pazientemente e perdonando il suo aggressore, morì il 15 agosto dello stesso anno. E' stato beatificato da Giovanni Paolo II il 24 aprile 1994.

Isidoro Bakanja, la tua partecipazione al mistero pasquale di Cristo, all’opera suprema del suo amore, è stata totale. Poiché volevi rimanere fedele a tutti i costi alla fede del tuo battesimo, hai subìto la flagellazione come il tuo Maestro. Hai perdonato i tuoi persecutori, come il tuo Maestro sulla Croce; e hai dimostrato di essere artefice di pace e di riconciliazione.
In un’Africa dolorosamente provata dalle lotte tra etnie, il tuo esempio luminoso è un invito alla concordia e al riavvicinamento tra i figli dello stesso Padre celeste. Tu hai praticato la carità fraterna verso tutti, senza distinzione di razza o di condizione sociale; ti sei guadagnato la stima e il rispetto dei tuoi compagni, molti dei quali non erano cristiani. Ci mostri così il cammino del dialogo necessario tra gli uomini ci inviti ad accogliere, seguendo il tuo esempio, il dono che, sulla Croce, Gesù ci ha fatto della propria Madre. Rivestito dell'“abito di Maria”, hai continuato, come lei e con lei, il tuo pellegrinaggio di fede; come Gesù il Buon Pastore, sei arrivato a donare la tua vita per le tue pecore. Aiutaci, noi che dobbiamo percorrere lo stesso cammino, a volgere i nostri occhi verso Maria e a prenderla come guida.
Amen