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11 maggio

Caterina da Siena

Al secolo Caterina di Jacopo di Benincasa (Siena, 25 marzo 1347 – Roma, 29 aprile 1380), è stata una religiosa, teologa, filosofa e mistica italiana.
Caterina nacque a Siena, nel rione di Fontebranda, nella contrada dell'Oca nel 1347, figlia del tintore di panni Jacopo Benincasa e di sua moglie Lapa Piacenti, ventiquattresima di 25 figli. Quando Caterina raggiunse l'età di dodici anni, i genitori iniziarono varie trattative per concludere un matrimonio vantaggioso per la figlia. All'inizio Caterina sembrò accondiscendere, ma poi, dichiarò espressamente che si era votata al Signore e che non intendeva ritirare la parola data. Purtroppo Caterina non aveva la possibilità di versare la dote necessaria per entrare in monastero, però non cedette, pur non sapendo come avrebbe realizzato il suo sogno. Fu allora “messa in quarantena” dalla sua stessa famiglia. Ma un giorno il padre la sorprese in preghiera e, secondo la tradizione, a tale vista Jacopo si rese conto che l'atteggiamento della figlia non proveniva da umana leggerezza e dette ordine che nessuno più la ostacolasse nel suo desiderio. Caterina scelse quindi l’ordine delle Sorelle della penitenza di San Domenico, ma inizialmente ebbe un rifiuto perché esse non erano solite ammettere all'abito le vergini, bensì solo vedove o donne in età matura e di buona fama. Caterina da Siena fu poco dopo colpita da una malattia: altissime febbri e penosissime pustole ne sfigurarono il volto, facendola sembrare più anziana e meno aggraziata di quello che era. Allora Caterina pregò la madre di recarsi nuovamente dalla priora per dirle che lei sarebbe morta se non l'avessero ammessa nella loro confraternita. Le suore furono molto colpite dalla giovane e l’ammissione di Caterina fu accettata a pieni voti.
Devota del Preziosissimo Sangue di Gesù, la "non colta vergine di Fontebranda" ricevette in dono dallo Spirito Santo Dio le sacre stigmate, lo sposalizio mistico, la sapienza infusa. Identificò la Chiesa con il Corpo Mistico di Cristo ed il Pontefice col Vicario di Cristo in terra, a cui, in quanto tale, erano dovuti ossequio e obbedienza.
Richiamò vigorosamente il clero ad un forte impegno pastorale per arginare la dispersione dei fedeli, il Pontefice al suo ritorno nella Santa Sede legittima, a Siena per la pacificazione locale. Il suo impegno politico ebbe il fine "di sconfiggere il dimonio e toglierli la signoria che egli ha presa dello uomo per lo peccato mortale, e trargli l'odio del cuore, e pacificarlo con Cristo Crocifisso e col prossimo suo".

O Caterina Santa, mistica del Sangue di Cristo, eroina di cristiano zelo, che fosti eletta singolare Patrona d’Europa, a te noi fiduciosi ricorriamo, invocando la tua potente protezione sopra di noi e sopra tutta la Chiesa di Cristo, tuo Diletto, nel cui cuore bevesti alla inesauribile fonte di ogni grazia e di ogni pace.
Da quel Cuore divino tu derivasti l'acqua viva di virtù e concordia nelle famiglie, di onestà nella gioventù, di pace fra i popoli, insegnando con l'esempio a l'amore di Cristo. Proteggi e consola il Successore di Pietro nella sua paterna e universale sollecitudine per la salvezza e la pace dei popoli; ravviva, conserva e accresci in noi e in tutti i fedeli cristiani l'affetto e la sottomissione per lui e per l'ovile di Cristo.
O celeste Patrona d’Europa, difendi, soccorri e conforta la tua patria e il mondo.
Così sia.